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Alcool e terza età

Nelle campagne contro gli stili sbagliati di assunzione di alcool, sono sempre i giovani a essere presi di mira, ma non bisogno dimenticarsi che ci sono molte persone, anche anziane, in cui si riscontrano abitudini malsane e spesso molto pericolose. Negli anziani la sensibilità agli effetti dell’alcol aumenta in conseguenza al mutamento fisiologico e metabolico dell’organismo con il passare degli anni, infatti a partire dai 50 anni circa il corpo tende a diminuire la percentuale d’acqua presente nell’organismo e così l’alcol assunto viene dunque diluito in una quantità minore di liquido. Questo significa che, a parità di alcool ingerito, il tasso alcolemico risulterà più elevato e gli effetti saranno sensibilmente più marcati.

la-donna-di-mezza-et-sola-beve-un-certi-alcool-di-tristezza-della-vodka-ed-e-76275603A questo fenomeno si deve poi aggiungere, il ridotto funzionamento di alcuni organi come il fegato e i reni, che non riescono più a svolgere pienamente la funzione di inattivare l’azione tossica dell’alcool e permetterne l’eliminazione dall’organismo. Un dato di fatto è poi che l’alcol interferisce con l’uso dei farmaci che ad una certa età, nella maggioranza dei casi si assumono quotidianamente.

Pertanto, in età avanzata, anche un consumo moderato di alcol può causare problemi di salute.

Nella nostra “cultura bagnata” (abituata ad assumere alcool quotidianamente), sono sempre più comuni momenti di eccesso legati anche alla socializzazione e per questo una attenzione maggiore dovrebbe essere posta nell’utilizzo dei super alcolici, perlomeno con una attenzione maggiore legata ai necessari cambiamenti degli stili di vita.

Per maggiori informazioni
roberto.ercolani@psicologoweb.net
0549.887412 – 349.3520327

 
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