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Il pensiero critico

E’ una certezza che ogni persona abbia bisogno di certezze (non a caso l’ansia nasce dal mancato controllo della situazione in cui si è). Ma questa esigenza può scatenare la mancanza di capacità critica, delegando la decisione/pensiero ad altri che vengono giudicati attendibili. L’illusione della certezza non è che il tentativo di ricondurre tutto a concetti semplicistici come vero o falso, giusto o sbagliato, sì o no ecc. Sembra cioè che gli uomini si trovino bene in un mondo logico a due valori (codice binario 0 e 1) nel quale poter stabilire deduzioni che conducano ad altre verità. Ma come la scienza ci ha insegnato, le certezze sono solo 2: quella di essere nati e quella di dover prima o poi morire. La mente umana cerca però continue conferme alla ricerca di certezze e quando non sa dove trovare quelle fondamentali (legate alla vita e ai bisogni di “amare essere amato ed essere riconosciuto come portatore di valori”), si fa travolgere dal pensiero di certezza. Se una persona è convita di quello che dice, illude la mente di chi lo ascolta di poter far propria quella certezza facendola diventare scopo del suo pensare, ma allontanando invece il soggetto dal vero bisogno di certezza.

Per questo quando sentiamo qualcuno parlare con passione, mettendo magari in campo anche delle emozioni o dei bisogni condivisibili, siamo subito pronti a sposare quella causa, senza nemmeno mettere in discussione le ragioni che sono alla base di quello che viene detto. Diamo per scontato il valore di ciò che ci viene proposto e ci facciamo portavoci di quel pensiero come se fosse nostro.

Ma siamo sicuri che quello che dicono gli altri a gran voce sia proprio il nostro pensiero?

Per maggiori informazioni

roberto.ercolani@psicologoweb.net

0549.887412 – 349.3520327

 
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