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Il dilemma del porcospino

Arthur Schopenhauer attraverso la metafora del bisogno di calore dei porcospini, e della difficoltà nell’avvicinarsi l’uno all’altro nella ricerca del calore, spiega molto bene il rispetto dello spazio vitale che c’è tra gli individui.

Se infatti il porcospino si avvicina troppo, la sua invasione dello spazio lo porta a pungersi e allo stesso tempo a pungere l’altro porcospino. Eppure il suo bisogno di calore, lo porterà sempre ad avvicinarsi di più, rischiando così di farsi male e di fare male. Anche lo spazio vitale è esso stesso metafora del bisogno di riempire il vuoto uscendo dalla monotonia, che ogni individuo può vivere nella propria interiorità. Ipoteticamente una persona potrebbe vivere da sola se “sufficientemente calda” e quindi “soddisfatta della propria psiche”, ma sfortunatamente questo non può quasi mai accadere, poiché l’uomo ha il bisogno innato dimettersi continuamente in gioco e mettendosi alla prova di ricercare continuamente di migliorarsi e di ottenere di più da sé anche attraverso gli altri. Se la giusta distanza potrebbe essere il giusto compromesso tra il bisogno di calore e la tranquillità di non ferirsi e di non ferire, nel giro di qualche tempo l’uomo avrà bisogno di ri-verificare il suo stato, alla ricerca di una posizione migliore e quindi di maggior confort. Questo accade nel lavoro, nella relazione affettiva, nelle amicizie, negli hobby e in qualsiasi attività che dovremo e vorremo affrontare.

La differenza, però, tra chi sarà in continua ricerca di stabilità e chi vivrà la stabilità, sarà data dalla capacità individuale di apprezzare e godere di quello che già si ha, senza porsi continuamente in difetto, alla ricerca di quello che ancora non si ha e forse non si avrà mai.

Per maggiori informazion

roberto.ercolani@psicologoweb.net

0549.887412 – 349.3520327

 
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