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PSICOTERAPIA

PSICOTERAPIA con la

Procedura Immaginativa

In questa metodologia la produzione immaginativa svolge la duplice funzione di dare al paziente uno strumento di condivisione e di espressione del suo disagio e, inoltre, permettere al paziente di recuperare la propria soggettività là dove, all’inizio del rapporto, è oggetto della patologia per la quale si rivolge a chiedere aiuto.
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Per ottenere questo si dà spazio al materiale immaginativo, in ogni sua forma (compresa quella onirica), privilegiando quello ottenuto in seduta attraverso l’utilizzo della Procedura Immaginativa. Tale produzione viene ricavata a partire da una specifica condizione di rilassamento soggettivo, che può essere assimilata alle prime fasi del rilassamento ipnotico, durante il quale il terapeuta propone un’immagine di avvio, lo stimolo immaginativo iniziale, “contenitore armonizzante per l’interiorità del paziente” e, quindi, secondo le parole di Rocca e Stendoro, come “quel tocco di risorsa affettiva di apertura-disponibilità necessaria per aprire la strada al bisogno di rielaborare immaginalmente la perduta coscienza della ‘forza interiore’ del paziente”. Per fare questo, il terapeuta propone lo stimolo immaginativo iniziale sulla base di una approfondita conoscenza, ottenuta tramite il colloquio, l’osservazione dei comportamenti e, se necessario, i test psicodiagnostici.

In risposta, il paziente si lascia andare a immaginare secondo un proprio stile personale di procedere, implicandosi in una storia di fantasia, nella quale è quanto più possibile partecipe e spontaneo. Questa costruzione rappresenta il mondo interno del paziente, che viene comunicato direttamente al terapeuta mentre la storia viene prodotta. Il terapeuta può decidere di intervenire, attraverso degli spostamenti, ovvero degli interventi verbali chiarificatori e/o trasformatori dei vissuti immaginifici del paziente.
Successivamente, attraverso la lettura semantico-proposizionale dei suoi contenuti (analisi comparata dell’immaginario), il linguaggio simbolico fatto di immagini concatenate che viene così attivato fa emergere i conflitti inconsci, le carenze, le distorsioni intrapsichiche, le relazioni oggettuali, le potenzialità, le rappresentazioni di istanze egoiche, superegoiche e dell’Es, contenuti nell’inconscio personale e collettivo ecc.
A questo punto, tutti i contenuti immaginativi vengono riportati nell’analisi comparata della realtà, attraverso la quale tutto ciò che è stato vissuto nell’immaginario può essere rivissuto nella realtà. Questo significa che i contenuti metaforici visti nella Procedura Immaginativa (specialmente quelli emotivi: sensazioni ed emozioni vissute) vengono poi ricercati e analizzati nei comportamenti esperiti nella vita del paziente.
La Procedura Immaginativa, in questo modo, permette quel movimento esplorativo-riparatorio di quelle aree conflittuali, rinchiuse dentro consistenti e rigide difese, che fino a questo momento sono state utili ma che ora non lo sono più.

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Concludendo questa breve presentazione teorica, la Procedura Immaginativa permette, in modo rispettoso dei tempi e della maturità del paziente, sia di esplorare e indagare, sia di riparare e ristrutturare i contenuti psichici inconsci di chi decide di intraprendere un percorso conoscitivo o terapeutico con questa metodologia.

Metaforicamente, si potrebbe affermare che un frutto tenderà a farsi largo tra le foglie per poter godere al meglio dei raggi del sole e poter così maturare completamente. Però, se quel frutto non riuscisse a ricevere la luce e il nutrimento di cui necessita, non potrebbe maturare e quindi non potrebbe essere colto.

Non tutti i frutti maturano allo stesso modo e non tutti gli alberi da frutto vengono custoditi e coltivati in orti rigogliosi; quello che conta è sapere quando e come chiedere che quel frutto venga aiutato a maturare, in modo che possa raggiungere il massimo della sua dolcezza e della sua colorazione.
Analizzare con la Procedura Immaginativa non vuole dire per forza intervenire su una psicopatologia in atto, ma vuole più spesso dire permettere a quel frutto di ottenere il massimo dal mondo circostante, per potere dare il massimo a chi lo coglierà.