Adulti ma anche un po’ bambini

Con le parole di Bernard Shaw: “L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare”. La felicità, può essere definita, come quello stato d’animo contrassegnato dall’immediatezza e dalla pienezza che accomuna i bambini, gli innamorati e i mistici.

Con l’età adulta ci si abitua a perdere il “vizio” del gioco, perché culturalmente non accettato, anzi l’ansia dei genitori di evitare qualunque brutta esperienza ai propri figli diventa un invalicabile impedimento al gioco libero e all’aperto. Anziché vigilare giustamente sulle attività ludiche dei propri pargoli, i genitori si trasformano in sorveglianti implacabili.

adulti-bambiniPer il bambino l’esplorazioni, la risoluzione di problemi pratici, la gestione delle proprie emozioni, l’accettazione delle regole e delle gerarchie sono le esperienze fondamentali per imparare quelle che sono le regole base della vita e per migliorare la propria attitudine ai rapporti sociali.

L’adulto queste regole dovrebbe averle apprese, ma spesso perde le più importanti perché vinto dalle paure. Per questo motivo i grandi sono portati a guardarsi attorno (alla ricerca del consenso sociale) prima di ogni scelta che esca dalla quotidianità e spesso a decidere di non agire perché impauriti dal pensiero degli altri, anche da quello degli sconosciuti.

Non dobbiamo diventare come PollyAnna, che non smette di giocare, non dobbiamo essere solo bambini, ma dobbiamo essere capaci di essere “anche un po’ bambini”, permettendoci di godere di quei “giochi” che ci servono per essere felici (il ballo, gli hobby, gli scherzi, le risate il pubblico…).

Per maggiori informazioni

roberto.ercolani@psicologoweb.net

0549.887412 – 349.3520327

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