Alcol e Giovani

Da una ricerca del 2012, risulta che sono circa 20mila i morti provocati ogni anno in Italia dall’alcol, più di quelli causati da droga (circa mille) e incidenti stradali (5mila circa).

Sono numerose e consolidate le evidenze di una crescente cultura del bere sino all’intossicazione, da parte di un numero rilevante di giovani. Infatti mentre da una parte ultimamente si nota una stabilizzazione del consumo medio pro-capite per la popolazione adulta, dall’altra si assiste ad un preoccupante incremento dell’uso o dell’abuso di bevande alcoliche fra i giovani. In Italia solo il 26% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni dichiara di non avere bevuto negli ultimi tre mesi, ciò significa che il 74 % ha bevuto ALMENO una volta alcolici o superalcolici. Quel che è peggio, molti giovanissimi associano fumo e alcol, abusando di entrambi. Oggi poi, l’assunzione viene spesso legata alla drunkoressia, ovvero l’abitudine di acquisire le calorie di cui si ha necessità esclusivamente dall’alcol.

E’ bene ricordare che gli effetti dell’alcol sono assimilabili a quelli delle altre droghe: induce infatti alla dipendenza fisica e psichica, provoca assuefazione e disturbi comportamentali.

Le caratteristiche principali dei giovani a rischio rispetto all’utilizzo di alcolici sono: l’iperattivismo, la paura della quotidianità e della noia il che orienta la loro vita verso l’avventura, l’imprevisto, l’iperstimolazione e le condotte trasgressive a tutti i costi.

Possiamo quindi distinguere tre forme di alcolismo giovanile:

  • a) Alcolismo come modalità di integrazione nel mondo degli adulti (alcol per piacere agli altri).
  • b) Alcolismo come auto-medicazione (per noia, solitudine, sentimento di inferiorità, depressione, alto livello di ansia, ecc).
  • c) Alcolismo tossicomaniacale (alcol per fuga con alternanza di alcol ad altre sostanze).

Per ulteriori informazioni

roberto.ercolani@psicologoweb.net

0549.887412 – 349.3520327

Un commento a “Alcol e Giovani”
  1. Se possono permetersi di acquistare i superalcolici significa che hanno soldi da spendere. Il controllo deve partire dalle famglie che non dovrebbero mettere troppi soldi in tasca ai ragazzi. Inoltre anche gli esercizi commerciali dovrebbero essere più rigidi nel controllo sull’età degli acquirenti.

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