Bulli e pupe

Il bullismo ai giorni nostri

Non mi riferisco al musical o al film che nella metà del secolo scorso ha spopolato trai giovani (e trai meno giovani). Oggi il bullismo è fin troppo attuale. E’ uno dei fenomeni giovanili che maggiormente occupa le cronache dei mass-media, gli spazi su internet, desta preoccupazione tra vari professionisti, educatori, sociologi, psicologi, e anche tra la “gente comune”.

Studi sulla violenza contro i minori fanno emergere che dei bambini intervistati una percentuale compresa tra il 20% e il 65% pensa di essere stata vittima di bullismo nei 30 giorni precedenti l’intervista.

Allora per poter distinguere il bullismo dal teppismo, da atti violenti generici, dal “sano e normale” litigio tra coetanei, può risultare utile evidenziare alcune caratteristiche essenziali:

  • l’intenzionalità (il bullo vuole provocare intenzionalmente un danno alla vittima);
  • la persistenza (le azioni ostili devono durare almeno qualche settimana e possono proseguire per mesi o anni);
  • lo squilibrio di potere (la vittima è impossibilitata a difendersi).

Le azioni, individuali o collettive, compiute nei confronti della vittima, possono essere:

  • verbali (ad esempio minacciare, insultare, deridere, offendere, sottolineare aspetti razziali);
  • fisiche o dirette (maggiormente utilizzate dai maschi, come prendere a pugni, dare calci, spintonare, sottrarre o rovinare gli oggetti di proprietà della vittima);
  • indirette (privilegiate dalle femmine, ad esempio fare pettegolezzi, isolare dal gruppo, diffondere calunnie).

E’ importante fare una piccola parentesi a proposito di bullismo femminile e maschile, infatti dalle ricerche condotte in Italia è emerso che le femmine che ritenevano di essere prepotenti raggiungevano percentuali consistenti e a volte maggiori rispetto ai maschi. Sfortunatamente il bullismo femminile è poco vistoso, è subdolo, quindi difficile da individuare; spesso si pensa che l’isolamento della vittima sia dovuto alla sua eccessiva timidezza. È evidente che in questa situazione sia davvero problematico per la vittima chiedere aiuto e quindi farsi aiutare.

Ma quali sono le conseguenze del bullismo?

Le conseguenze si verificano prevalentemente sulla vittima, che, nel tempo, può arrivare a sviluppare patologie fisiche, psicosomatiche, a volte anche psichiatriche.

Disturbi psicosomatici (tra i molteplici disturbi segnalo i più frequenti):

  • della cute (che si manifestano con dermatosi, psoriasi, eritemi, allergie, ecc.);
  • dell’apparato digerente (con gastrite, ulcera, colon irritabile, ecc.);
  • dell’apparato cardiovascolare (con tachicardia, cardiopalmo, ipertensione, ecc.);
  • del sistema immunitario (con abbassamento delle difese dell’organismo che determina una maggiore vulnerabilità a tutte le malattie).

Per non parlare dei disturbi psichici (riportati solo alcuni):

  • disturbi d’ansia (tra cui attacchi di panico, fobie);
  • disturbi dell’umore (con reazioni aggressive esagerate, marcata irritabilità, manifestazioni depressive, ecc.);
  • disturbi dell’attenzione e della concentrazione;
  • disturbi della sfera del sonno (con risvegli multipli durante la notte, insonnia, alterazioni del ritmo sonno-veglia);
  • modificazioni dell’alimentazione che possono arrivare fino all’anoressia o alla bulimia.

A questo punto non ci rimane che vedere le caratteristiche personologiche della vittima:

Esistono due tipi di vittime: la vittima passiva e la vittima aggressiva-provocatrice.

Alcune delle più frequenti caratteristiche psicologiche dei soggetti vittime-passive sono ansia; insicurezza; scarsa autostima; opinione negativa di sé, delle proprie competenze e abilità; preoccupazioni eccessive per il proprio corpo, manifestate attraverso la paura di farsi male, le difficoltà nello svolgimento di attività ludiche e/o sportive; chiusura in se stessi e, per i più piccoli, pianto; solitudine ed emarginazione in ambito scolastico; rendimento scolastico incostante e in progressivo peggioramento nella scuola media.

Le caratteristiche psicologiche più ricorrenti dei soggetti vittime-provocatrici sono iperattività; inquietudine; difficoltà di relazione anche con agli adulti; i loro comportamenti spesso suscitano sgradevolezza, antipatia, ecc.

Per quanto riguarda i bulli, le caratteristiche personologiche più diffuse sono sicurezza; autostima elevata; impulsività; forte bisogno di dominare gli altri; rabbia che si manifesta frequentemente e per motivi irrilevanti; bassa tolleranza alla frustrazione; difficoltà nel rispettare le regole; utilizzo dell’inganno per trarre vantaggio; scarsa empatia; indifferenza nei confronti della vittima; abilità nelle attività sportive e ludiche; capacità di affrontare e risolvere situazioni difficili; rendimento scolastico incostante e in progressivo peggioramento con l’aumentare dell’età; maggiore rischio rispetto ai coetanei di incorrere in età giovanile in comportamenti devianti e/o criminali, di abusare di alcool e/o sostanze.

Sintetizzando i bulli e le vittime pur differenziandosi sia a livello di tratti di personalità che di comportamenti sono accomunati dalla inadeguatezza nello stabilire, mantenere e sviluppare relazioni con gli altri.

Per questo motivo prima ci si rende conto di questa difficoltà, più facilmente è possibile intervenire e modificare un comportamento che potrebbe diventare deviante.

Per ulteriori informazioni
Roberto Ercolani

roberto.ercolani@psicologoweb.net


Leggi anche Bullismo è il caso di preoccuparsene?

2 commenti a “Bulli e pupe”
  1. Nn saprei cosa dire sabbree troppo facile scrivere che il bullismo e8 un brutto disagio che va combattuto perche8 tutti i ragazzi sia quelli che sono le vittime,sia quelli che invece opprimono i pif9 deboli ((Bulli)) soffrono di questi comportamenti..!! Penso che ovviamente quando c’e8 questa violenza alla base ci sia sicuramente dei problemi pif9 gravi .. ma perche8 far male agli altri per sfogarsi ..quando invece potresti parlare con loro si perche8 a volte i bulli fanno del male ai ragazzi senza pensare che magari se parlassero con qualcuno come loro e di cui si fidano capirebbero che tante persone capiscono questi problemi perche8 in fondo a quest’ ete0, noi tutti ci capiamo e abbiamo la voglia di aiutare un nostro amico o anche solo un conoscente..perche8 a noi basta aiutare qualcuno per sentirci grandi e realizzati quindi per me basterebbe che i bulli aprissero gli occhi, trovassero un amico verf2 (( nn uno che gli sta dietro e lo imita solo per paura)) al quale possono confidarsi e tutta la loro rabbia diminuirebbe ne sono sicura.. parlare fa molto bene tenersi tutto dentro a volte puf2 essere distruttivo..!! So che e8 molto pif9 facile dirlo che farlo..perche8 nn tutti riescono ad essere abastanza aperti..ma il problema di base in realte0 e8 solo che sanno di nn avre un amico disposto ad ascoltare veramente quindi un primo passo sabbree trovarne uno..e8 un attimo modo per guarire cercare aiuto da un coetaneo..!!!

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