La Psicosi da fine del mondo

Eccoci al fatidico 21 dicembre, in cui secondo il calendario Maya si darà inizio ad una nuova era, ma che il mondo del business mediatico ha trasformato velocemente in una sicura catastrofe dell’umanità.

Come sottolineato dal giornalista francese Alain Cirou, dall’impero romano ad oggi, la fine del mondo è stata prevista già 183 volte, ma a differenza del passato, oggi la comunicazione di massa non ha fatto altro che produrre un effetto di eco amplificato, per cui una voce o un pensiero di pochi è presto diventato un grido ed una certezza di molti.

Non esiste setta che non abbia fatto leva sulla paura dell’annientamento del genere umano o del suo habitat per spingere gli individui più labili psicologicamente a fare ciò che il guru di turno voleva facessero, compresi gesti estremi come i suicidi di massa, ma sempre passando da un guadagno importante di chi teneva le redini di questi gruppi.

Chi non ha parlato al bar del 21 dicembre o ha esorcizzato il timore scrivendo o facendo qualche commento anche attraverso i social network? Tutti siamo esposti al pensiero che ormai fa parte del nostro tempo, ma quello che fa la differnza è come ci siamo permessi di affrontare questo pensiero. Se oggi dovesse veramente terminare il mondo, forse non sarebbe stato utile dedicare quello che ci restava a godere delle persone che ci sono state vicine, avendo dato il massimo di noi stessi? Bhè a me viene da dire che vivere le relazioni con tutto noi stessi dovrebbe essere fatto sempre e non solo in prossimità delle catastrofi… Quindi sfruttiamo questo 21 dicembre e cogliamo l’insegnamento di saper sempre vivere. Buona vita a tutti!

 

Roberto Ercolani
roberto.ercolani@psicologoweb.net
0549.887412 – 349.3520327

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