La “sindrome della capanna”

Chiamata anche sindrome del prigioniero, a seguito del lungo distacco dalla quotidianità (lockdown) e al ritorno alla “normalità”, molte persone si sono scoperte soffrire di: irritabilità, tristezza, stanchezza, demotivazione e difficoltà di concentrazione.

I cambiamenti improvvisi e imposti, lasciano segni nella psiche degli individui, ma le caratteristiche e le esperienze che distinguono ogni persona, determina il tempo necessario per riuscire ad affrontare tali cambiamenti. Come affermava Charles Darwin “non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento”. Quello che sta accadendo, sta mettendo a dura prova le risorse individuali e potrebbe esserci qualcuno che non si sente in grado di affrontare queste prove. In questi casi il metodo EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) attraverso delle procedure che attivano il sistema limbico (ipotalamo e amigdala), riesce in poco tempo a sciogliere e stemperare le emozioni negative di ansia e paura, permettendo di ritrovare le risorse che sono naturalmente presenti nel profondo di ogni individuo. Poiché l’ansia anticipatoria, tende a demoralizzare e impedire ai soggetti di affrontare il cambiamento, la chiave al cambiamento è quella di decidere di voler mettere in discussione tale ansia. Il terapeuta EMDR è colui che attraverso le proprie competenze, aiuta a sbloccare la serratura che sta impedendo l’adattamento alle nuove esigenze.

Per maggiori informazioni
roberto.ercolani@psicologoweb.net
0549.887412 – 349.3520327

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