Psicoterapia dell’età evolutiva

La psicoterapia dell’età evolutiva e dell’adolescenza è un’area di intervento che prevede l’analisi, la comprensione e il trattamento nei bambini e nei ragazzi durante il periodo di vita che va dalla nascita al termine dell’adolescenza.

L’obiettivo dello psicoterapeuta dell’età evolutiva  è offrire ai bambini/ragazzi ( e alle loro famiglie) il sostegno necessario per  affrontare e superare le difficoltà che fanno parte  dello sviluppo e della crescita, migliorando la percezione di sé, l’autostima e il riconoscimento  delle proprie emozioni.

Talvolta, possono inoltre  esserci degli eventi o passaggi critici  che interferiscono nella relazione genitori-bambini (un lutto familiare, una malattia, una sindrome malformativa, una prolungata e importante depressione post partum, una separazione conflittuale e così via) e quindi un intervento psicoterapeutico supporto e sostiene il sistema familiare.

Nel lavoro psicoterapeutico rivolto al bambino, è opportuno che avvenga insieme  a un lavoro di sostegno  con i genitori, attraverso un impegno di squadra dove il buon esito è il risultato della partecipazione attiva delle diverse parti per il benessere di un nuovo equilibrio famigliare.

Quando il bambino acquisisce, attraverso l’espressione verbale, unita al significato interno del proprio sentire, il suo disagio viaggia più protetto verso la vita rispetto a quando egli stesso non aveva altro modo di esprimerlo se non attraverso canali di comportamenti disturbanti e disturbati. Dunque, è importante facilitare il passaggio tra un “agito” e il “mentalizzato”,  l’obiettivo è di aiutare quel bambino a diventare nel tempo un adulto più attrezzato e più forte davanti alle inevitabili difficoltà che la vita comporta.

Nella figura dello psicoterapeuta, un ruolo fondamentale è dato dall’ascolto rivolto sia al paziente ma anche di se stessi, cercare di “sentire il sentire” di un bambino, l’empatia rivolta al suo mondo è ciò che guida: ogni bambino o ragazzo è innanzitutto una persona, con la sua singolarità e la sua storia, compito del terapeuta è adeguarsi senza modificare il suo essere, entrando in sintonia con la sua parte più viva che ricerca l’alleanza e l’incontro con l’altro diverso da sè. Si privilegia una modalità accogliente ed affettuosa con i bambini, ci si propone al bambino come funzione di contenimento e di trasformazione, perché da una situazione interattiva di contenimento e di trasformazione che nasce la propria soggettività, lo spazio mentale, la capacità di simbolizzare e il pensiero. Sono atteggiamenti che Bion chiama reverie, Winnicot definisce holding e Bowlby definisce come “base sicura”.

La stanza di incontro con i bambini è una stanza da gioco, dove il bambino può scegliere di giocare o comunque di esplorare gli oggetti presenti. Se sono bambini molto piccoli, si  lavora in presenza dei genitori. Lasciandosi guidare da ogni singolo bambino, accogliendo le loro proposte, idee, se il bambino riesce a essere contenuto, può esprimere il suo terrore senza nome, lo può mettere in gioco, disegnare o esprimerlo creando una storia. Aiutandolo a  formare e riformare nella relazione con l’altro le emozioni più angoscianti che diventano condivisibili. Il bambino in terapia ha spesso bisogno di essere aiutato a interpretare il mondo circostante.

Alcuni bambini non hanno acquisito il senso della regola e tendono perciò a essere irrequieti, agitati. Non hanno interiorizzato i limiti: talvolta, non solo in quanto  regole di comportamento ma proprio come limiti corporei. Delimitando il confine e insistendo sui rituali d’inizio e fine seduta o semplicemente scandendo lo scorrere del tempo, si aiuta il bambino a tollerare il senso e l’importanza della regola. L’io corporeo è la prima struttura, il primo contenitore, deve essere abbastanza strutturato e resistente per poter permettere il contenimento e lo sviluppo di un io psichico forte.

Nel lavoro con i bambini gli strumenti proposti ed usati sono il gioco, il disegno, le fiabe, il libero fluire delle parole, dei colori, delle immagini, cercando di accompagnarli nel loro viaggio attraverso il labirinto delle emozioni e dei pensieri.

La valutazione psicologica, può svolgersi in tempi e percorsi differenti, alle volte brevi (4/5 incontri)altre volte necessitano tempi di interventi di psicoterapia più impegnativi, per dare esiti efficaci e ben interiorizzati.

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