Sostegno alla genitorialità

Il primo passo terapeuticamente importante per affrontare un problema è chiedere aiuto per il proprio bambino. In bambini molto piccoli spesso le difficoltà sono legate al ritmo sonno/veglia, l’alimentazione, enuresi, encopresi, con la crescita si presentano difficoltà nella gestione della rabbia, disturbi d’ansia, paure, gelosie, ansia di separazione, disturbi psicosomatici, difficoltà scolastiche, tali situazioni disorganizzano l’equilibrio famigliare.

Un Percorso psicologico fatto insieme ai genitori ha fra i suoi obiettivi,  quello di aiutarli a tollerare e prendere consapevolezza dell’importante cambiamento di vita, di non chiedere a se stessi di dover essere onnipotenti o perfetti, di non avere soluzioni magiche per tutti i problemi del vivere, ma di avere le risorse per affrontarli. Di essere cioè un  genitore “sufficientemente buono” (Winnicot), con i propri punti di forza ma anche le proprie aree di fragilità e di debolezza.

L’incontro con i genitori è prezioso e indispensabile nell’aiutare il bambino dal punto di vista psicologico. I suoi genitori sono in assoluto le persone più importanti per lui e quindi, quelli che possono far di più nella sua quotidianità. Il bambino  impara non da ciò che gli si dice, ma da ciò che vede fare intorno a sé, i genitori  rappresentano un modello da cui apprendono a parlare, ad ascoltare, a interiorizzare o meno i limiti e così via.

Nella crescita evolutiva, il bambino inizialmente parte da un pensiero onnipotente, in cui tutto è magicamente possibile, per cui l’interiorizzazione dei limiti ed il passaggio alla realtà è sempre un processo difficile e lento. Impara efficacemente, non da ciò che gli si dice(immergendolo di parole) ma da ciò che vede fare intorno a sé(l’ imitazione). I genitori  rappresentano un modello da cui apprendono a parlare, ad ascoltare, a sintonizzarsi, ad interiorizzare o meno i limiti e così via.

Grazie alla relazione, da una generazione all’altra passa anche tutto ciò che accompagna la vita: la lingua che si parlerà, gli atteggiamenti che si assumeranno, il tipo di difese che si useranno davanti agli inevitabili ostacoli che si incontreranno e così via. Il tutto nell’unicità e irrepetibilità dell’incontro che avverrà con quello specifico bambino: il suo singolo patrimonio genetico, la sua singola storia, le sue singole esperienze di vita.

Ogni relazione con un figlio è infatti specifica e unica: nessun bambino è uguale a un altro, nessun fratello ha le stesse caratteristiche nella stessa famiglia. Ognuno nasce in un preciso momento storico diverso nella vita di quella famiglia e di quei genitori, per cui ogni incontro sarà unico e diverso e di conseguenza lo sarà anche la relazione.

Talvolta, possono accadere eventi dolorosi  o “periodi critici” che interferiscono nella fluidità della relazione genitori-bambino (un lutto, una malattia, una sindrome malformativa, una separazione conflittuale, una grave depressione post-parto e così via). In questi casi è opportuno fermarsi e riflettere, accogliere la possibilità di un lavoro psicoterapeutico, con lo sguardo rivolto al comportamento del bambino come suo linguaggio,  insieme al cammino e  sostegno ai genitori per il benessere del nucleo familiare.

Quali sono le caratteristiche di questo tipo di intervento?

I genitori con il terapeuta iniziano insieme un percorso di ricerca e di riflessione, partendo entrambi dalla capacità di tollerare di “non sapere” ma di poter trovare “senso e significati”. I genitori che vengono con domande precise per avere risposte altrettanto precise, scoprono che nessuno ha risposte esatte per loro ma che ogni percorso terapeutico rappresenta la scoperta di percorsi viabili e modalità funzionali di essere e che possono essere accompagnati nella ricerca di strade percorribili. Già porsi domande apre la strada verso la ricerca delle soluzioni possibili per noi, in quella situazione e per quella specificità di evento.

Ai genitori viene chiesta la collaborazione e viene spiegato in che cosa consisterà la consultazione. Solitamente si svolge in un ciclo di sedute per analizzare il bisogno ed accogliere la loro domanda, ricostruire la storia del bambino e dei suoi genitori, valorizzare l’importanza della relazione come terreno privilegiato su cui è possibile operare piccole modifiche che possano a loro volta attuare, aiutando il bambino a modificare gli aspetti disfunzionali in direzione evolutiva. Questi incontri supportano la consapevolezza  delle risorse e delle difficoltà, delle aree forti e di quelle fragili per rinforzare e arricchire così il funzionamento mentale familiare di nuove possibilità e strategie davanti agli ostacoli e le sfide del vivere.

Si valuta, si propone e si concorda, la possibilità di effettuare 3-4 incontri di osservazione individuale e valutazione del bambino, all’interno dei quali si svolgeranno attività di gioco, disegni, test per poi rincontrare i genitori e descrivere ciò che è emerso dagli incontri di osservazione del bambino e dall’esito della valutazione psicodiagnostica. Il fine è accompagnare la famiglia nella ricerca di  strategie di intervento utile ed efficaci, affinché la situazione critica del momento possa fluire al meglio e con il tempo ridursi, attraverso la trasformazione ed una elaborazione dei vissuti e delle esperienze intraprese.

Si concorderà quindi insieme come procedere, costruendo un piano terapeutico.

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