Uomo e segreti

L’uomo, per definizione, è animale sociale, curioso e naturalmente orientato alla conoscenza e alla ricerca di spiegazioni e regole. Ovunque volga lo sguardo sembra cogliere misteri. Si pensi solo, ad esempio, al sorriso della Gioconda e a ciò che essa nasconde. Ma questa sensazione vale anche per noi: ognuno ha il suo segreto. Ovvero ognuno di noi è custode di almeno un segreto rinchiuso dentro se stesso, nella testa o magari in fondo al cuore. Questo vale anche se materialmente nascondiamo degli oggetti, ad esempio un tesoro, mantenendo segreta la sua ubicazione. Il segreto è sepolto dentro di noi, e questa metafora presuppone l’idea di un “io” con un suo spazio mentale privato. Questo vuole dire che perché esista un segreto ci deve essere qualcuno interessato a entrare in quello spazio privato, ma anche qualcuno con cui condividerlo: un possessore del segreto, uno con cui condividerlo, e un terzo escluso.

In questa luce risulta evidente che i segreti sono una questione squisitamente relazionale, un gioco tipico di animali sociali estremamente evoluti, dotati di un’idea di “io” e di “mio”, ma anche di una propensione innata a condividere, a cooperare e ad amare.

Le famiglie cementano i rapporti al loro interno scambiandosi segreti in un clima di complice intimità, e spesso è proprio la cucina il luogo deputato allo scambio dei segreti. Molte volte un segreto fa da suggello ad un’amicizia importante.

Segreti-del-cuoreDa questo ambito, il concetto di “segreto patogeno” è passato dal confessionale del prete al lettino dei primi psicanalisti. L’idea era infatti, che alcuni segreti potessero risultare gravosi, insostenibili per l’animo umano, fino al punto da far ammalare il portatore del segreto, che finiva per nasconderlo persino a sé stesso (amnesia). Secondo questa concezione, la cura avveniva quando il segreto patogeno era riportato alla luce (abreazione), con un processo di purificazione per espulsione (catarsi). Una visione più moderna tende a sottolineare proprio l’importanza della condivisione e della narrazione: parlare con qualcuno dei propri segreti aiuta a “rimettere insieme i pezzi”.

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roberto.ercolani@psicologoweb.net

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